Restauro storico: Calce vs Silicati Caparol Media - Colore, Decorazione, Isolamento, Restauro
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Restaurare significa restituire la vitalità e l’antico splendore a un monumento o una casa. Per farlo sono largamente impiegati prodotti come calce e silicati che per la loro natura minerale ben si prestano a essere utilizzati su murature e intonaci di edifici di antica fattura. 

Perché i prodotti minerali

La natura minerale compatibile con le murature e gli intonaci degli edifici costruiti prima del XX secolo, non è l’unica peculiarità di calce e silicati.

Infatti, queste tipologie di finiture, a differenza dei prodotti acrilici e silossanici, non formano un film sulla superficie del supporto a cui aderiscono chimicamente, oltre che fisicamente. Entrambi i minerali hanno un pH basico (≈11) e sono permeabili al vapore acqueo grazie alla loro struttura microporosa che evita la formazione di condensa sulla superficie. In questo modo, viene drasticamente ridotto il rischio che alghe e muffe proliferino negli esterni e negli interni.

La calce

La calce, o idrossido di calcio, è stata usata sin dai tempi dei Romani.

Prodotta dalla roccia calcarea frantumata, viene cotta in fornaci che raggiungono temperature di 900-1110° C. Un calore così elevato comporta una reazione chimica in cui viene formato ossido di calcio mentre è liberata anidride carbonica. A questo punto si ha il composto calce viva che si trasforma in calce spenta con l’aggiunta di acqua. La pasta, detta Grassello di calce, può essere usata per la pittura di superfici murarie combinandola a pigmenti inorganici.

La presa della calce sul supporto avviene in seguito all’evaporazione dell’acqua e il contatto con l’anidride carbonica presente nell’aria innesca un meccanismo di cristallizzazione e successivo indurimento. La calce è usata all’interno di ambienti per garantire la salubrità dell’aria e delle murature. 

I silicati

Sabbia di quarzo e carbonato di potassio: queste le due sostanze che fondendosi a temperature di circa 1400° C danno origine ai silicati.

La reazione chimica innescata dal calore, produce un vetro liquido solubile in acquaDalla stesura sul supporto inizia la reazione di silicizzazione in due fasi: prima il silicato reagisce con l'anidride carbonica dell'aria consolidandosi e, poi, il carbonato di calcio presente nell'intonaco innesca cristallizzazione, liberando molecole d’acqua.

Questo tipo di finiture minerali sono state introdotte della seconda metà del XIX secolo e brevettate in Germania da Adolf Wilhelm Keim.

Vantaggi dei silicati

Confrontando calce e silicati, emerge che i secondi possiedono per loro natura dei punti di forza maggiore. 

  • Le finiture ai silicati sono più idrorepellenti rispetto alla calce e hanno la capacità di resistere in ambienti con pH acido;
  • Le pitture ai silicati hanno una maggiore durabilità rispetto alla calce, con un comportamento analogo a quello del supporto a cui sono applicati. Non vanno incontro a fessurazione e sfarinamento.

Nell'ottica di un restauro a lungo termine, quindi, oggi è opportuno scegliere prodotti con silicati che garantiscono maggiore capacità di resistenza agli agenti atmosferici, soprattutto alle piogge acide.

Colori delle pitture ai silicati

Classificate nel gruppo A1 della tabella BFS 26, le pitture ai silicati hanno comportamento inerte ai raggi UV. Di conseguenza non scoloriscono: l'ideale per le facciate.

Il fatto di essere di origine minerale, permette di utilizzare al loro interno pigmenti inorganici. 

  • Colori dall’ocra al rosso-marrone: ossidi e idrossidi di ferro.
    In passato questi pigmenti venivano estratti dalle rocce o dalle terre e contenevano impurità, che oggi sono evitate grazie alla produzione e purezza resa a livello industriale.
  • Colore verde e blu: malachite e azzurrite.
    Di origine medio-orientale, questi pigmenti erano molto pregiati in epoca antica e utilizzati nelle decorazioni. Grazie alla scoperta del Blu di Prussia nel XVIII secolo, questo colore si diffuse anche come tintura per tessuti.
  • Bianco: bianco di titanio.
    Pigmento stabile a luce, temperatura e umidità ha un potere altamente coprente e colorante, grazie al suo elevato indice di rifrazione.  

Calce e silicati sono due prodotti minerali apparentemente identici che hanno in realtà una composizione chimica differente che conferisce al colore una durabilità e stabilità diverse nel tempo. Conoscerne a fondo le proprietà chimiche e il comportamento di fronte agli agenti atmosferici, ti aiuterà a fare la scelta giusta nel momento in cui ti troverai di fronte a un lavoro di restauro storico.

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