Gianguido Grassi, presidente di StArt Attitude, racconta come colore, arte pubblica e partecipazione possano trasformare borghi, quartieri e comunità. Con Caparol, la bellezza diventa un intervento durevole nel tempo.
L’arte può cambiare il volto di una città, ma soprattutto può cambiare il modo in cui le persone la abitano. Può riaccendere memorie, creare relazioni, rendere più accoglienti scuole, quartieri e spazi condivisi.
Ne è convinto Gianguido Grassi, presidente di StArt Attitude, associazione che da anni porta l’arte urbana contemporanea nei territori toscani, trasformando superfici e luoghi in occasioni di dialogo, partecipazione e bellezza diffusa.
Dall’eredità di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa ai progetti nei borghi, nelle scuole, nelle case popolari e persino nelle cave delle Alpi Apuane, stART Attitude costruisce percorsi di rigenerazione in cui la dimensione artistica incontra quella sociale e tecnica. Un lavoro che Caparol accompagna come partner, mettendo a disposizione competenza, sistemi e materiali pensati per far durare nel tempo ogni intervento.

Abbiamo intervistato Gianguido Grassi per parlare di colore, comunità, arte pubblica e di una convinzione semplice quanto potente: la bellezza non è un decoro aggiunto, ma un diritto e un investimento per il futuro.
La bellezza non è un decoro aggiunto, ma un diritto e un investimento per il futuro.
1. Ci racconti in breve il tuo percorso personale e come nasce la tua vocazione per l'arte e la rigenerazione urbana?
Il mio incontro con l’arte è avvenuto in famiglia. La mia vocazione affonda le sue radici nella vita quotidiana: i miei genitori sono collezionisti e la nostra casa è sempre stata frequentata da artisti. Mi hanno portato fin da piccolo a vivere l'arte non come un oggetto da museo, ma come una presenza viva e ludica. Ho continuato a nutrire questa passione durante gli studi in Giurisprudenza all’università di Pisa, dove ero rappresentante ed ero membro del comitato del sistema museale di Ateneo. È lì che, come componente studentesca, abbiamo proposto di non lasciare l'arte confinata in un museo, ma di porla di nuovo a dialogare con lo spazio pubblico.
La consulenza tecnica di Caparol è fondamentale per trasformare un'operazione artistica in un intervento duraturo. Gianguido Grassi
2. Qual è la scintilla che ha portato a creare questa associazione dedicata alla rigenerazione urbana?
La scintilla è stata la volontà di riprendere il filo rosso lasciato da Keith Haring con il suo celebre Tuttomondo. Studiando la storia di quell'opera iconica, ho proposto all'amministrazione di Pisa di proseguire quella narrazione, creando un museo a cielo aperto che utilizzasse l'arte urbana contemporanea per riqualificare il tessuto cittadino, proprio come accadde nel 1989. Da qui è nato un percorso che si snoda dalla chiesa di sant’Antonio Abate fino alla Darsena pisana, valorizzando il quartiere di Porta a Mare.

3. In questi anni avete realizzato moltissimi progetti di site-beautification e riqualificazione urbana, coinvolgendo giovani artisti e comunità locale. Qual è secondo te il valore dell'arte urbana per una città e per chi la vive?
Il mio sogno è che la bellezza torni a essere un criterio di sviluppo strutturale, non un decoro aggiunto dopo. Gianguido Grassi
L’arte urbana è un potente strumento di inclusione. In un contesto come la Toscana, caratterizzato da una storia monumentale così importante che rende difficile mantenere e fruire il nostro patrimonio, l’arte contemporanea diventa una sfida necessaria. Permette di avvicinare ai musei e alla bellezza comunità che solitamente ne sono escluse, valorizzando al contempo le storie locali e la memoria orale degli anziani, che altrimenti andrebbero dimenticate.

4. La Toscana è il vostro territorio di riferimento. Quali sono le specificità di lavorare in questa regione e come avviene il dialogo con le scuole, le istituzioni e le amministrazioni?
La Toscana è una terra di "bellezza diffusa" e questa è la nostra risorsa principale. Il nostro lavoro spazia dai grandi centri storici ai borghi rurali e montani, permettendoci di mantenere una dimensione umana e diretta nel dialogo con gli stakeholder: dalle famiglie imprenditoriali alle fondazioni bancarie. È un ecosistema che ci permette di operare con continuità, rispettando il contesto pur portandovi un’estetica nuova. L’arte pubblica è fortemente trasversale e ha un impatto positivo sulle comunità: permette di attivare percorsi educativi nelle scuole (come i laboratori didattici), agisce nei quartieri come forma di abbellimento (art beautification), arricchimento dei servizi e della sicurezza (Quartieri Social), riattiva percorsi partecipativi ed è una leva per il turismo. Un esempio è quanto, utilizzando solo alcune latte di pittura Caparol e qualche pennello, siamo riusciti a fare a Riparbella, che da luogo che stava soffrendo un forte spopolamento, oggi è diventato uno dei borghi più visitati della Toscana.

5. Come nasce la collaborazione con gli artisti? E quale contributo porta ogni nuovo progetto?
Prima di invitare un artista visito il contesto, vedo le superfici, ascolto e cerco di comprendere il valore narrativo che emerge dai territori. Il mio ruolo è quello di un progettista: se il muro richiede potenza iconografica, scelgo un linguaggio pop come quello di Eduardo Kobra; se operiamo in una chiesa, opto per l'essenzialità. L'artista porta il suo talento, ma la solidità del risultato dipende da una curatela che lo metta nelle condizioni ottimali per lavorare, spesso in tempi brevissimi, e lo coordini al contesto circostante, eventualmente con i lavori degli altri artisti presenti.

6. Da anni Start può contare su un partner tecnico come Caparol. Cosa significa per voi lavorare con un'azienda leader nei sistemi ETICS e nei cicli di pittura per l'edilizia professionale?
La consulenza di Caparol colma il divario tra l'ambito puramente edile e quello artistico, garantendo che ogni pennellata sia supportata da una scienza dei materiali d'eccellenza, fondamentale per affrontare le diverse condizioni climatiche e strutturali. Gianguido Grassi
È un legame che onora la storia: Caparol è il partner che rese possibile il miracolo di Tuttomondo. Per noi, sono la "materia dei sogni". La loro consulenza tecnica è fondamentale per trasformare un'operazione artistica in un intervento duraturo. Abbiamo visto materialmente che lavorando con i loro prodotti, dopo quasi un decennio, le opere siano ancora sane, luminose e tecnicamente integre.

7. Come integrate l'aspetto tecnico con quello artistico, nei progetti?
L'integrazione è totale. Utilizziamo prodotti come il Muresko per la sua eccezionale durabilità “elefantiaca”, il Capagrund Universal o il Metallocryl, che ci permette di avere gamme sofisticate come gli ori o i metallizzati. La consulenza di Caparol colma il divario tra l'ambito puramente edile e quello artistico, garantendo che ogni pennellata sia supportata da una scienza dei materiali d'eccellenza, fondamentale per affrontare le diverse condizioni climatiche e strutturali: senza questo supporto sarebbe stato impossibile lavorare in condizioni estreme come in cima alle Alpi Apuane, quando abbiamo dipinto nelle cave di marmo.

8. Quali sono i vantaggi di proporre una riqualificazione che sia anche opera di bellezza urbana, soprattutto nei contesti di edilizia pubblica come scuole e case popolari?
La bellezza è un presidio di sicurezza e benessere. Intervenire su edifici degradati o ammalorati attraverso l'arte e il risanamento facciate non è solo un fatto estetico, ma sociale. Oggi esiste il concetto di Art Prescription: vivere in un contesto armonioso migliora l'equilibrio psicofisico. Quando per esempio viene applicato un cappotto termico su una scuola, aggiungervi bellezza non è un vezzo, ma una risposta completa ai bisogni umani. Per questo sarebbe importante ampliare la sinergia tra applicatori, architetti e chi lavora nell’ambito artistico, come noi.
La consulenza di Caparol colma il divario tra l'ambito puramente edile e quello artistico, garantendo che ogni pennellata sia supportata da una scienza dei materiali d'eccellenza, fondamentale per affrontare le diverse condizioni climatiche e strutturali: senza questo supporto sarebbe stato impossibile lavorare in condizioni estreme come in cima alle Alpi Apuane, quando abbiamo dipinto nelle cave di marmo. Gianguido Grassi
9. La vostra esperienza dimostra che la partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale: come coinvolgete le comunità nei vostri progetti? Quanto conta la dimensione didattica e divulgativa?
Il nostro è un approccio conviviale e informale: l'arrivo dei cestelli e del colore in piazza è di per sé un evento performativo che attrae le persone. Coinvolgiamo pro loco e associazioni in modo spontaneo, trasformando il cantiere in una residenza artistica aperta, dove l'opera nasce dal dialogo tra l'artista, il muro e chi ci vive intorno.

Caparol è il partner che rese possibile il miracolo di Tuttomondo. Per noi, sono la "materia dei sogni". Gianguido Grassi
10. Guardando al futuro, quale sogno hai per Start e quale messaggio vorresti lanciare a chi si occupa di edilizia, amministrazione pubblica o arte urbana?
Il mio sogno è che la bellezza torni a essere un criterio di sviluppo strutturale, non un decoro aggiunto dopo. Anticamente, l'architettura includeva l'arte come parte integrante della costruzione di un edificio e dello sviluppo urbano nel suo complesso. In Italia esiste una legge che impone alle amministrazioni pubbliche di destinare una quota non inferiore al 2% dell'importo previsto per la costruzione o la ristrutturazione di edifici pubblici alla realizzazione di opere d'arte. Vorrei che gli amministratori la applicassero davvero, coinvolgendoci sin dalla fase di progettazione di una nuova scuola o edificio, smettendo di interpellarci solo a posteriori. La bellezza è un diritto e un dovere verso il futuro.
Settembre 2026