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Nuove norme UNI per la certificazione professionale di pittori edili e applicatori

Nel corso del primo semestre 2018 sono uscite due norme in Italia relative alla qualificazione professionale in edilizia: la UNI 11704 per i pittori edili e la UNI 11716 per gli applicatori di cappotti termici.

La prima norma, quella per gli imbianchini, prevede una figura di Pittore Edile base e sei Specializzazioni e stabilisce i requisiti relativi all’attività professionale del soggetto professionale operante nell’ambito dell’applicazione di sistemi di verniciatura per l’edilizia e di prodotti affini, in termini di conoscenze, abilità e competenze, secondo il quadro europeo delle qualifiche (EQF).

Nell’attività professionale del Pittore Edile, possono essere impiegate differenti tipologie di prodotti vernicianti che richiedono diverse conoscenze e modalità applicative. Per questi motivi sono stati definiti più profili, con 6 diverse specializzazioni, ciascuna con compiti specifici, che il pittore edile approfondirà a seconda della propria scelta per l’esercizio della professione.

La seconda norma, prevista per i “cappottisti”, indica due livelli di qualificazione: l’Installatore Base di sistemi ETICS e il Caposquadra, definendone i compiti e stabilendo per ognuno dei 2 i requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

Nota importante: per essere Caposquadra si deve avere già superato l’esame di Installatore Base di sistemi ETICS, così come per accedere alle specializzazioni si deve già essere in possesso del titolo di Pittore Edile.

Queste importanti qualifiche che mancavano

Le norme, prime del loro genere in Italia, aprono la strada a una vera e propria Qualificazione Professionale per due mestieri fondamentali dell’edilizia: il Pittore Edile e l’Installatore di cappotti termici.

Queste normative consentiranno finalmente di regolamentare l’attività professionale di figure diffuse ma spesso poco riconosciute, a cui sono state attribuite diverse denominazioni come imbianchino, applicatore, cappottista, tutte incapaci di descrivere la complessità e le caratteristiche di mestieri che richiedono serie competenze specifiche.

E tutto ciò a vantaggio di committenti, imprese del settore e consumatori, che potranno attingere a un registro di professionisti certificati per l’esecuzione dei diversi lavori, nonché di produttori e distributori che finalmente potranno contare su professionisti competenti con cui reggere le sfide di un mercato in costante evoluzione.

E per i giovani che intendono intraprendere un mestiere nel mondo dell’edilizia, le norme danno la possibilità di  investire in una professione che avrà un futuro riconosciuto.

Come e perché certificarsi

La figura professionale può assumere più profili specialistici in relazione ai requisiti di conoscenze, abilità e competenze previsti per l’abilitazione specifica. In una prima fase ci si potrà certificare anche senza aver partecipato a corsi complessi o onerosi, e ci si potrà iscrivere all’esame per la qualificazione professionale semplicemente avendo una esperienza lavorativa minima (4 anni, anche in proprio): in pratica, tutti coloro che già operano dovranno solo dimostrare la loro capacità ed esperienza.

La qualità (e la redditività) dell’edilizia si basa su 3 pilastri: Progetto, Prodotto e Posa in opera: le norme gettano le basi per il terzo pilastro, fondamentale perché tutta la struttura stia in piedi.

La certificazione non è obbligatoria, per il momento, ma rappresenta un obiettivo importante che apre opportunità di crescita e offre una garanzia di qualità, a tutela dei professionisti stessi e degli utenti finali.

E ad oggi, per dimostrare la propria competenza, non esiste altra via alternativa alla certificazione professionale secondo la Norma UNI, validata da un Ente accreditato.

Con l’entrata in vigore delle norma UNI, queste nuove figure professionali che si stanno delineando potranno finalmente ottenere un riconoscimento oggettivo valido su tutto il territorio nazionale (e probabilmente internazionale, poiché si rifà a una Direttiva europea), che certifica le competenze acquisite nello svolgimento delle diverse attività lavorative.

E, nel caso in cui in un prossimo futuro la certificazione si rendesse imposta, inutile sottolineare l’importanza di essersi attivati prima, poiché è indubbiamente un segno distintivo della qualificazione professionale: si tratta di un passo molto importante che porterà ad una vera e propria qualificazione del settore, allo stesso modo di come accade già in molti Paesi europei.

Per certificarsi è necessario sostenere un esame, con prove teoriche e pratiche, basato sulle conoscenze, abilità e competenze richieste alle diverse figure professionali.

Circa le modalità di svolgimento dell’esame: è necessario sostenere una prova scritta, alla quale si viene preparati durante il corso preliminare, e una prova pratica, nella quale si dovrà dimostrare di essere capaci di svolgere tutte le operazioni inerenti la specializzazione scelta (per esempio, per un “cappottista”: preparare e applicare il collante, tagliare e montare i pannelli isolanti, fissare i tasselli ad espansione, rasare annegando una rete, applicare la finitura). 

DAW Italia firma le norme UNI

DAW Italia ha partecipato attivamente alla stesura delle Norme: in particolare l’Ing. Tedeschi ha coordinato il Gruppo di Lavoro CTI incaricato della stesura della norma sugli applicatori di cappotto e ha rappresentato Assovernici nel Gruppo di Lavoro UNI per la norma sui pittori edili.

DAW Akademie presenta il nuovo programma per l’Anno Accademico 2018/2019 che include anche le nuove proposte formative di qualificazione professionale.
 

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